Passo di Resia: come si entra in Alto Adige da ovest

Sommaire7 sections
  1. 01Dove porta e da dove si viene
  2. 02Un passaggio antico quanto la Via Claudia Augusta
  3. 03Il cantiere del 2026, con le sue date
  4. 04Il lago di Resia e i due paesi sommersi
  5. 05Il campanile che è rimasto in piedi
  6. 06Un valico senza il traffico dell'autostrada
  7. 07Che cosa verificare prima di partire

Il Passo di Resia (Reschenpass) collega la Val Venosta al Tirolo austriaco ed è aperto tutto l'anno, salvo il cantiere fino al 30 ottobre 2026.

Chi arriva da ovest, dall'Engadina o dal Tirolo settentrionale, entra in Alto Adige da questo valico, non dal Brennero. È una porta diversa dalle altre: non un colle alpino stretto tra due creste, ma un ampio corridoio percorso da millenni, con un lago artificiale ai piedi e un campanile che emerge dall'acqua come unico segno di un paesaggio che non esiste più.

Dove porta e da dove si viene

Il Passo di Resia, a 1.504 metri, mette in comunicazione la valle dell'Inn e il Tirolo austriaco con la Val Venosta (Vinschgau). È vicino al punto in cui si toccano i confini di Italia, Austria e Svizzera, e non lontano dall'Engadina: per chi scende da nord o da ovest è spesso la via più diretta verso Merano e Bolzano, alternativa al Brennero.

Un passaggio antico quanto la Via Claudia Augusta

Il valico è utilizzato fin dall'epoca preromana ed è stato integrato nella Via Claudia Augusta, la strada romana inaugurata nell'anno 50 dopo Cristo che collegava la pianura padana al Danubio. In condizioni normali il passo resta aperto tutto l'anno, una caratteristica che pochi altri grandi valichi della provincia condividono.

Il cantiere del 2026, con le sue date

Tra il 31 agosto e il 30 ottobre 2026 il passo ha avuto un senso unico alternato regolato da semaforo, con chiusure complete durante il giorno dal lunedì al giovedì dalle 7.30 alle 18.00 e il venerdì dalle 7.30 alle 14.00. È seguita poi una chiusura finale, tra settembre e novembre 2026, per la posa dell'asfalto. Come percorso alternativo venivano indicati la Svizzera e l'Engadina, con circa dieci minuti di percorrenza in più.

Il lago di Resia e i due paesi sommersi

Ai piedi del passo si estende il lago di Resia (Reschensee), un bacino artificiale creato con l'invaso del 1949-1950. Due centri abitati furono allagati o espropriati per far posto al lago: Curon Venosta (Graun) e Resia (Reschen). Secondo la stampa, tra cui Il Post, furono circa 2.000 gli abitanti di Curon trasferiti e circa 180 gli edifici demoliti, con un preavviso di circa una settimana: nessuna fonte istituzionale consolidata conferma queste cifre in modo indipendente, che restano quindi attribuite alla stampa.

Il campanile che è rimasto in piedi

Ciò che emerge oggi dall'acqua è il campanile della vecchia Curon, in stile romanico di fine XIV secolo, tutelato come monumento protetto. Al momento della demolizione del paese, la torre fu separata dalla propria chiesa e lasciata in piedi: è per questo che il campanile sopravvive isolato al centro del lago, mentre il resto dell'abitato è scomparso.

Un valico senza il traffico dell'autostrada

Chi entra in Alto Adige dal Passo di Resia lo fa su una strada statale di montagna, non su un'autostrada come la A22 che serve il Brennero e la valle dell'Adige. Il ritmo del viaggio cambia di conseguenza: meno corsie, più curve, e un paesaggio che si apre lentamente man mano che la Val Venosta si allarga verso Merano. È un ingresso più lento, ma anche più diretto per chi viene dall'Engadina o dal Tirolo del nord senza voler scendere fino a Innsbruck e poi risalire da est.

La Val Venosta che si apre subito dopo il valico è anche la valle più occidentale della provincia, e la sua economia agricola, in particolare la frutticoltura, si vede fin dai primi chilometri dopo la discesa dal passo. Non è materia di questo articolo descrivere la valle, ma vale la pena sapere che l'arrivo da Resia porta direttamente in un contesto molto diverso da quello che si incontra scendendo dal Brennero verso Bolzano.

Che cosa verificare prima di partire

Prima di programmare il passaggio in un periodo di cantiere, conviene sempre controllare lo stato aggiornato del valico, perché le chiusure diurne descritte sopra riguardano un'opera specifica del 2026 e non la norma abituale del passo. Anche fuori dai periodi di cantiere, un valico aperto tutto l'anno può comunque chiudere temporaneamente per neve improvvisa o per interventi di manutenzione non programmati con anticipo.

Chi viaggia in un periodo di lavori stradali dovrebbe calcolare margini di tempo più ampi del solito, soprattutto se gli orari di chiusura diurna coincidono con la finestra di viaggio prevista. Un cantiere con fasce orarie di chiusura, come quello che ha interessato il 2026, cambia il modo di pianificare la giornata più di quanto non lo cambi un normale rallentamento del traffico.

Per sapere come si verifica in generale se un valico altoatesino è percorribile, e a chi rivolgersi in caso di dubbio, la guida su quando i passi sono aperti spiega il funzionamento della centrale della viabilità provinciale.

Strada del Passo di Resia con il lago e il campanile sommerso sullo sfondo

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